Intervista a Sedici

Sedici

La cantante Sedici è una nuova voce della scena musicale romana che ha trovato il coraggio di superare la propria paura per poter seguire il proprio sogno. Una vittoria che ha portato a Sedici un gran numero di ascolti e tour in giro per la penisola.

In questa chiacchierata abbiamo parlato del suo nome d’arte, dell’essere una rappresentante generazionale, del singolo Non volevo farci caso e di molto altro!


Ciao e benvenuta! Il tuo nome d’arte mi ha colpito subito, come mai hai deciso di usare questo numero per presentarti nel mondo della musica?

Ciao!! Sedici nasce da un momento molto preciso della mia vita, avevo sedici anni quando ho iniziato a prendere sul serio la musica e a immaginare che potesse diventare qualcosa di più di una semplice passione. In più è un numero che mi perseguita, me lo ritrovo davvero ovunque: vado al ristorante e mi assegnano il tavolo 16, magari ordino il piatto numero 16, guardo l’orologio e sono le 16:16… Potrei fare mille esempi.

Con i tuoi primi singoli riesci ad ottenere un gran numero di ascolto diventando una rappresentante generazionale. Un ruolo importante, credi che la musica possa essere un modo per raccontare una generazione sempre più in preda alla paura per l’incognita del futuro?

Credo che la musica sia uno dei pochi posti in cui possiamo sentirci meno soli anche senza conoscerci. Mi piace pensare che alcune cose che scrivo possano far sentire qualcuno compreso. Siamo una generazione che vive con tantissime possibilità davanti, ma anche con una grande difficoltà a immaginare il proprio futuro. Ci sentiamo spesso in ritardo, inadeguati, come se dovessimo continuamente dimostrare qualcosa. Io provo a raccontare proprio queste contraddizioni, senza necessariamente trovare una soluzione. A volte sapere che qualcun altro prova quello che provi tu è già un modo per stare meglio

Sedici

Nel corso della tua carriera artistica ti sei esibita a Roma e per tutta la penisola. C’è stato un palco soprattutto che ti ha fatto dire “Non ci credo, finalmente canto qui”?

Ce ne sono stati diversi, ognuno per motivi differenti. Il primo concerto a Roma, il 16 febbraio 2024, è stato sicuramente uno dei momenti più importanti, vedere che i biglietti erano terminati in pochissimi giorni e ritrovarmi davanti a persone che conoscevano le mie canzoni è stato difficile da realizzare. Ma anche il concerto a Correggio di quest’anno è stato speciale, probabilmente uno dei più belli della mia vita. Quando salgo su un palco cerco sempre di fermarmi un secondo a guardare quello che succede, perché ho paura di abituarmi a qualcosa che, in realtà, continuo a considerare un privilegio.

Il tuo nuovo singolo è non volevo farci caso, descrivilo usando tre aggettivi.

Lucido, vulnerabile e contraddittorio. Lucido perché racconta qualcosa che, in fondo, sappiamo già ma che spesso scegliamo di non vedere. Vulnerabile perché parla di una parte di noi che facciamo fatica ad ammettere. Contraddittorio perché a volte siamo perfettamente consapevoli di quello che ci fa male, ma continuiamo comunque a cercare delle giustificazioni per restare.

In questo brano vuoi raccontare quei momenti in cui per cercare di salvare un rapporto a tutti i costi si mette da parte sé stessi. Secondo te in che modo si può conservare la storia d’amore mantenendo la propria libertà?

Penso che una relazione sana non dovrebbe chiederti di diventare una persona diversa per poter essere amata. Amare qualcuno significa anche scegliere di condividere una parte della propria vita, ma senza rinunciare alla propria individualità. Credo che il problema inizi quando si confonde il compromesso con il sacrificio continuo di sé stessi, quando si comincia a ridimensionare quello che si è e quello di cui si ha bisogno pur di non perdere l’altra persona. Non penso che esista una formula per riuscirci sempre, però credo che una relazione dovrebbe permetterti di riconoscerti, non farti perdere di vista chi sei.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

In questo momento sto lavorando a nuova musica e sto cercando di capire quale direzione dare al prossimo capitolo del mio progetto. Dopo un periodo in cui ho avuto bisogno di fermarmi, osservare e rimettere insieme un po’ di cose, sento il desiderio di ripartire e raccontare una parte nuova di me. Vorrei portare sempre più la mia musica dal vivo, raggiungere nuove persone e continuare a costruire un rapporto con chi mi ascolta.


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