
La band Arthur è un nome che vuole portare l’energia della musica rock presentata in chiave strumentale. Una scelta coraggiosa in un mondo musicale che vuole puntare solamente sui tormentoni pop da classifica. Il percorso musicale degli Arthur ha voluto focalizzarsi su questa decisione musicale come dimostra l’album Where We Lay Our Scene.
Nove brani in cui la musica strumentale incontra la voglia di raccontare una storia come se fosse la pellicola di un film. Il linguaggio rock senza parole degli Arthur traccia così una storia di crescita personale seguendo un giovane cavaliere che parte alla caccia dell’assassino del re.
In questo racconto si usa la metafora medievale per poter trasmettere quel viaggio interiore che ogni persona vive per poter trovare il proprio posto nel mondo. Tutto accompagnato da un rock perfetto per pogare e riflettere insieme.
Arthur è un progetto musicale composto da tre ragazzi di Biella: Simone Bongiovanni al basso, Simone Guidetti alla batteria e Elia Guidetti alla chitarra. Tre giovani di diversa età, ma accomunati dalla passione per il cinema, le storie e soprattutto la musica.
Si sono incontrati per la prima volta nell’ambiente di una scuola di musica, dove hanno iniziato a suonare assieme con altre formazioni per poi creare una propria identità e formare un trio strumentale.
Elemento caratterizzante del gruppo è l’influenza e l’amore verso il progressive rock anni 70 che definisce la proposta e lo stile musicale, i quali diventano per la band motivo per elaborarli a loro volta con sonorità più contemporanee.
Diventano come ispirazione le grandi band simbolo del genere come Rush, Gentle Giant, Jethro Tull, Aphrodite’s Child, King Crimson, Soft Machine. E, per citarne alcuni dei più recenti, Tool e Porcuipine Tree.
Sin dai primi live, caratterizzati dalla presenza di cover delle band citate e altri artisti come Casiopea, Cortex e Calibro 35, è presente nella band una volontà di raccontare storie dalle sfumature cinematografiche e fumettistiche.
Proprio l’amore per film, videogiochi e fumetti, soprattutto manga, vanno a definire le immagini rappresentate dalla musica degli Arthur.
