
La cantante Gintsugi rappresenta un modo di usare la musica per poter dare sollievo alle ferite che si portano sul cuore. Come nell’arte giapponese di chiudere le crepe con l’oro, anche la musica vuole trasformare ogni caduta in armonia per dare sollievo a chi soffre per i propri errori. Queste sono le fondamenta che Gintsugi racchiude nell’EP Strangers.
Cinque brani in cui si vuole mandare un invito ad attraversare un confine che molto spesso spaventa chi ormai è affezionato alla propria comfort zone. Ma per gli animi più coraggiosi che esplorano il mondo Gintsugi vuole dare un viaggio che punta a superare ogni confine possibile nella propria vita, non solamente geografico.
La delicatezza della voce della cantautrice si muove tra luce e buio, ombre e luci per trovare un equilibrio tra ricerca sonora e profondità emotiva. Seguendo questa strada si esplora un mondo musicale che strizza l’occhio ad un cantautorato di stampa francese non molto conosciuto in Italia.
In questo lavoro discografico le sonorità elettroniche si intrecciano al calore degli strumenti analogici per un’esperienza musicale completamente diversa rispetto ai precedenti lavori dell’artista. Frutto del lavoro è un dialogo internazionale necessario in un periodo storico come quello attuale sempre più segnato da guerre e diffidenza per chi è straniero.
Nel mondo sonoro di Gintsugi, ogni crepa si trasforma in armonia, ogni frattura diventa ritmo. La musica come riparazione, uno spazio in cui stati emotivi e imperfezioni risuonano.
Dopo l’EP d’esordio omonimo, prodotto da Victor Van Vugt (Nick Cave, Beth Orton), e l’album The Elephant in the Room, co-prodotto con Beautiful Losers Records, Gintsugi si prepara a pubblicare il nuovo EP Strangers. Registrato tra Francia e Italia e in uscita in autunno per Beautiful Losers Records e NOS Records. Sarà accompagnata da un tour in Europa (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera).
La musica art-pop di Gintsugi esplora le linee di faglia delle emozioni, lasciando che il silenzio e il suono respirino attraverso il non detto.
