
Il cantante Niji è una giovane nuova voce della scena rap che ha iniziato a scrivere le prime poesie a soli 7 anni. Nel corso degli anni Niji incontra le barre rap per arrivare alla challenge di Billiboard Italia.
In questa chiacchierata abbiamo parlato delle sue prime esperienze con le parole, dei traguardi raggiunti con le sue barre, del singolo Cattiveria e di molto altro!
Ciao e benvenuto! La tua passione per la scrittura ti accompagna sin da quando eri piccolo, infatti le tue prime poesie le scrivi a soli 7 anni. Che argomenti ti ricordi di aver trattato nei tuoi primi elaborati?
Sì, esatto. Nei miei primi elaborati ho tratto ispirazione da tutto ciò che mi circondava: la semplicità, i colori, gli odori… Erano piccole poesie che custodivo in un quadernetto.
Arriva poi la musica rap e la scrittura diventa fondamentale per i freestyle. In che modo hai cambiato approccio alle parole che scrivevi rispetto a quando eri piccolo?
Con l’esperienza e grazie alla sinergia con mio fratello Davide ho avuto diversi cambiamenti, principalmente nei giochi di stile, che hanno migliorato la mia tecnica e mi hanno permesso di sperimentare diverse modalità di approccio alla scrittura in maniera più solida.

Questo mondo musicale ti porta i primi traguardi come la vittoria allo storico contest di Honiro e alla partecipazione alla challenge lanciata da Billiboard Italia e Don Joe. Quali sono i ricordi che conservi maggiormente di queste esperienze?
Per quanto riguarda la Protettore Challenge, è stata un’opportunità di slancio non indifferente, ma soprattutto mi ha fatto divertire molto durante l’incisione, anche per la mia passione per gli incastri e le metriche.
I ricordi di One Shot Game, invece, sono indimenticabili per tutta l’unione che si è creata. È stato bello condividere insieme non una semplice sfida, ma una vera sfida con sé stessi.
Il tuo nuovo singolo è Cattiveria, descrivilo usando tre aggettivi.
Cattiveria = Verità, rabbia, realtà.
Nella canzone affronti la cattiveria nelle sue diverse forme: individuale, collettiva ed esercitata da una società che colpisce soprattutto i più fragili. Credi che si possa ancora credere in un futuro dove questo concetto non domina la vita dell’uomo?
Spero vivamente che questo sistema possa cambiare, perché ti porta a vivere nella cattiveria e a conviverci, rimanendo incastrato in un tunnel di bugie dove non esiste la parte più importante, che è la verità.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho molti progetti, pieni di ambizioni e tanto impegno, che non vedo l’ora di farvi ascoltare.
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