Intervista a Emiliano Cicchinelli

Emiliano Cicchinelli

Il cantante Emiliano Cicchinelli è uno di quei nomi del mondo della musica emergente che continua a fare musica dagli inizi anni Duemila. Nonostante gli anni che passano la musica di Emiliano Chiccinelli porta nella scena musicale uno stile rock con influenze folk e blues.

In questa chiacchierata abbiamo parlato delle sue influenze, dei suoi traguardi, del singolo Catartico e di molto altro!


Ciao e benvenuto! Hai iniziato a scrivere le tue canzoni nei primi anni Duemila. Con il passare degli anni il tuo modo di scrivere i brani ha subito delle influenze o è sempre rimasto fedele alle sue origini?

Sicuramente, nel corso degli anni, la scrittura dei testi e della musica è cambiata grazie alla nostra continua crescita artistica, alle esperienze vissute e alle collaborazioni intraprese, ma anche in risposta alle trasformazioni sociali e culturali del nostro Paese e del contesto internazionale.

Se c’è una cosa che non è cambiata nel tempo, è il desiderio di esprimermi senza maschere, mettendomi a nudo attraverso la musica e lasciando che siano le canzoni a raccontare chi sono o chi siamo davvero.

Il tuo stile musicale parte da una base rock con influenze folk e blues. In che modo riesci a trovare un equilibrio tra questi mondi musicali all’apparenza così diversi?

Suonare blues e folk rock con la mia prima band è stato fondamentale per la mia crescita artistica. Mi ha dato le basi per costruire il mio stile e mi ha fatto capire, col tempo, che non ha senso mettere confini tra i generi: ogni espressione musicale e artistica può insegnarti qualcosa e diventare parte del tuo percorso.

Emiliano Cicchinelli

Nella tua carriera hai conquistato diversi riconoscimenti per la tua musica. Tra questi quale senti che ti riempie maggiormente d’orgoglio?

Ogni riconoscimento che ho ricevuto nel mio percorso musicale mi ha regalato non solo una grande soddisfazione, ma anche la motivazione e la forza per continuare a migliorarmi, sperimentare e dare vita a nuove idee.

Tra tutti, il Premio Barba del Samara Festival è stato probabilmente quello più significativo, perché ha rappresentato un vero punto di svolta, portandomi a fare una scelta precisa sul percorso musicale da intraprendere.

Il tuo nuovo singolo è Catartico, descrivilo usando tre aggettivi.

Introspettiva, sincera, liberatoria.

La canzone racconta una storia d’amore che lascia sia bellezza ma anche sofferenza. Ma come mai hai voluto chiamarla Catartico?

La notte in cui nacque Catartico portava con sé la chiara consapevolezza di una bellissima storia già conclusa. Rimase senza titolo fino al mattino seguente: una telefonata imprevista segnò la fine di quel viaggio sentimentale e — insieme — consegnò alla canzone il suo nome….

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

A novembre 2026 uscirà il nuovo album Passerà Leggero, che include il singolo Catartico.

A partire dall’uscita prenderà il via la promozione attraverso una serie di appuntamenti live: in alcune location proporremo un set in trio elettro/acustico, in altre ci esibiremo con la formazione completa della band. Si tratta di un piccolo tour pensato per presentare un percorso sonoro inedito rispetto a quanto proposto finora.


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