Intervista ai Volume2

Volume2

La band Volume2 parte dalla Sardegna dopo un’intensa attività con i Cover Garden che è stata protagonista per tanti anni della scena musicale isolana. La musica della nuova band sarda nasce dall’incontro tra pop e una distopica discomusic strizzando l’occhio al punk anglosassone.

In questa chiacchierata abbiamo parlato del fare musica in Sardegna, della loro prima band, del loro nuovo singolo L’ultima canzone e di molto altro!


Ciao e benvenuti! Voi arrivate dalla Sardegna, una terra non facile per chi vuole vivere di musica. Qual è l’aspetto peggiore e quale migliore per fare musica inedita nella vostra isola?

Ciao e grazie per questa intervista. La domanda è quasi un’interrogazione retorica, sancisce quasi una certezza per noi sardi, se si vuole crescere con la musica l’isola non è il posto migliore, pochi abitanti (praticamente la metà di quelli di Roma Città) e pochi palcoscenici; inoltre, in generale in tutta Italia, l’interesse verso la musica inedita è ben lontano da quello del passato, se pensiamo agli anni d’oro della musica indipendente degli anni  ’80 e ’90, di conseguenza un interesse ridotto, nella nostra isola, diventa microscopico.

In definitiva se vuoi fare musica inedita ci devi credere davvero tanto, perché sai già che sarà una lunghissima salita. L’aspetto migliore del fare musica in Sardegna è la Sardegna stessa, una terra di forte ispirazione, con una grande energia spirituale, nella quale i rapporti umani e la qualità della vita ti fanno dimenticare quanto siamo isolati nel centro del Mediterraneo.

Il vostro progetto nasce dopo l’attività di musica con i Cover Garden, cosa vi ha portato a creare una nuova rotta musicale?

Stavamo vivendo un momento di blocco artistico, dopo anni passati a far cantare e ballare le persone, forse avevamo un po’ perso lo smalto, la voglia, la grinta, c’era qualcosa che mancava in quel rapporto che ci aveva sempre permesso di essere una delle party band più attive dell’isola.

In seguito a questa crisi, la band si era presa un periodo di riflessione ed è stato Giuliano, in quei giorni bui, a ricordarci quanto desideravamo che la musica ci raccontasse, che le canzoni nei nostri cassetti fossero ascoltate, che non tutto quello che facevamo fosse usa e getta, ma che era giusto provare a lasciare un segno!

Volume2

La musica dei Volume2 nasce dall’incontro tra musica leggera, pop e una distopica discomusic. Come riuscite a trovare un equilibrio tra tutti questi generi musicali?

In realtà la musica è un po’ come l’acqua e trova sempre una strada. La cosa più entusiasmante dei Volume2 è che tutti sono a disposizione del progetto. La chitarra non vuole essere più presente della voce e viceversa, il basso non cerca di sovrastare la batteria, anche nell’esecuzione delle cover c’è sempre stata una meta comune, il risultato finale è il frutto di una collaborazione sincera e altruista dell’uno verso l’altro. L’esperienza poi fa da collante a tutto e ci ha accompagnato nel lavoro sugli inediti.

Il vostro singolo d’esordio è L’ultima canzone, descrivetelo usando tre aggettivi.

Semplice, spontaneo, diretto.

La ballad malinconica è una poesia che si focalizza su come si amplificano le emozioni una volta che il distacco tra i due innamorati diventa realtà. Voi come affrontate la fine di una storia d’amore?

Scriviamo una canzone!! Scherziamo ovviamente. Ogni storia d’amore degna di questo nome lascia dei profondi segni quando arriva al capolinea. Come tutti, non siamo immuni alla tristezza, alla delusione e a volte anche alla rabbia, ma siamo convinti che sia importante vivere e comprendere a fondo anche queste emozioni, imparare a razionalizzarle e infine comprendere che fanno tutte parte dell’amore e lasciare andare chi non ci corrisponde più, è l’atto d’amore più grande.

Il mood malinconico lascia spazio ad un ritmo moderno e dinamico, come mai questa scelta musicale?

Era proprio questa l’idea con cui è stato creato il brano, una prima parte, dominata dalle note del pianoforte, che lasciasse spazio a tutte le emozioni più istintive, spontanee e, per certi versi, anche più cupe; e una seconda più energica e potente, con chitarre distorte e un ritmo incalzante, che desse l’idea come di uno sfogo, quasi un urlo che conduce ad una fase catartica finale.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Era un segreto ma, il prossimo inedito è praticamente pronto. Stiamo lavorando ancora a qualche arrangiamento, ma auspichiamo di farlo uscire in primavera, in modo da presentarlo in più piazze possibili questa estate. Ovviamente cercheremo come sempre di metterci tutta la nostra passione e la nostra voglia di emozionare noi, ma speriamo anche voi.


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