Intervista ad Amado e Naesh

Amado e Naesh

Il cantante Amado e il rapper Naesh si sono uniti artisticamente per raccontare come l’arte sia qualcosa di effimero delle volte. Amado fa musica da quando aveva 15 anni mentre Naesh ora ha deciso di abbandonare le scene per dedicarsi alle collaborazioni con i colleghi.

In questa chiacchierata con Amado e Naesh abbiamo parlato delle loro origini, della prima band di Amado, del loro singolo Marcello Cammi e di molto altro!


Ciao e benvenuti! Come è successo questo incontro tra il mondo del cantautorato e del rap per celebrare un grande artista ligure?

Amado: Riviera Airlines vuole essere un disco dal sound tanto internazionale quanto profondamente radicato in questo lembo di terra. È stato quindi naturale per me che Naesh dovesse farne parte.

Amado tu sei cresciuto tra l’Italia e il Brasile ma sei nato al confine con la frontiera della Francia. Credi che tutte queste atmosfere abbiano influito sulla tua musica?

Amado: C’è un fil rouge che lega questi tre paesi, qualcosa in cui sono riusciti meglio di qualsiasi altro paese al mondo: il cantautorato. Vinicius de Moraes, Gino Paoli, Jacques Brel e Lucio Battisti hanno lavorato per esempio insieme al disco del 71 di Patti Pravo, la Vanoni suonava con Toquinho, Sergio Endrigo cantava traduzioni di Vinicius, il quale ha ricevuto il secondo premio Tenco dopo Brassens…

Con la tua prima band, i Grandfathersound, ti esibisci in oltre 200 concerti prima dei 15 anni. Come hai vissuto quel periodo?

Amado: Siamo stati allenati a ritmi estenuanti ma eravamo felici. È stato fondamentale. La sensazione che ricordo di più è la perplessità su come passassero il loro tempo gli altri ragazzini. Ma è servito. Il gruppo è lo stesso che suona con Amado, dopo tanti anni.

Amado e Naesh

Naesh come hai incontrato il mondo del rap nella tua vita?

Naesh: Il primo approccio col rap ce l’ho avuto alle medie, quando un amico mi fece ascoltare Xchè sì degli Articolo 31. Mi sono fatto prestare quell’album restituendoglielo soltanto dopo un paio di mesi. Da lì in poi ho approfondito sempre di più il genere, partendo col rap italiano, passando per quello americano ed arrivando a quello francese.

Devo dire grazie al rap per avermi fatto scoprire altri generi musicali che hanno contribuito alla sua nascita e ai quali sono molto legato, come il jazz, il funk, il soul, il blues.

Nel 2020 hai annunciato l’uscita delle scene, ma collabori ancora con artisti emergenti. Credi che ora lavorare dietro le quinte sia un ruolo più adatto a te?

Naesh: Fare musica in provincia è molto faticoso, toglie tante energie. Ci sono pochi posti che possono ospitare dei live come si deve. Fino a qualche anno fa non c’erano nemmeno chissà quali studi di registrazione, al contrario di ora.

Non so se stare dietro le quinte sia o meno un ruolo più adatto a me, ma è quello che mi sento di fare al momento. Un’esperienza che mi piacerebbe provare è quella di scrivere per qualche cantante.

Il vostro nuovo singolo è Marcello Cammi, descrivetelo usando tre aggettivi.

Amado: malinconico, agrodolce, naïf.

Naesh: autentico, ligure, pop.

La canzone si focalizza soprattutto su come anche il mondo dell’arte possa essere effimero e smettere di esistere se rilegato nell’oblio. Credete che anche la musica possa arrivare ad un destino del genere?

Amado: Il tempo si porta via tutto Marì. Io amo il cinema per questo, perchè lì ogni momento rimane per sempre. Poi subito mi rendo conto che è un’illusione: la pellicola marcirà e i nostri film saranno dimenticati. Allora, Marì, che differenza passa tra un singolo momento e l’eternità?

Naesh: Il momento storico che stiamo vivendo va molto veloce, è frenetico. Io stesso non riesco a stare dietro a tutte le uscite che ci sono. Penso che nel mucchio, le cose che veramente meritano rimarranno nel tempo, com’è sempre stato.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Amado: godermi la tanto attesa uscita di Riviera Airlines!

Naesh: mi piacerebbe seguire qualche cantante soul o provare a fare il produttore esecutivo in un album rap. Mettere la mia esperienza a servizio di chi ha talento e ci sta mettendo passione. Sicuramente mi farò attrarre dal richiamo di qualche strofa e mi farò sentire ancora qua e là.


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