Intervista a I Malati Immaginari

I Malati Immaginari

Il duo I Malati Immaginari porta nel mondo della musica italiana elementi darkwave uniti alla deep house e alla disco anni Novanta. Il loro progetto conta un gran numero di concerti in cui hanno suonato insieme a nomi importanti della musica come Morgan, I Meganoidi, Young Signorino e molti altri.

In questa chiacchierata abbiamo parlato del nome del duo, della loro musica, dei concerti fatti, del loro nuovo singolo I Love You e di molto altro!


Ciao e benvenuti! Il nome del vostro duo mi ricorda l’opera di Molière. Come mai avete scelto proprio questo nome?

Perché siamo malati immaginari di nome e di fatto, nel senso che siamo tra quei nove milioni di italiani vittime croniche di ipocondria, attacchi di panico e ansia. Siamo nati musicalmente come percorso di terapia, e dobbiamo dire che negli anni ha funzionato. Abbiamo trasformato i nostri punti deboli nella nostra forza. Tutto grazie alla musica, che ci ha liberato dei nostri demoni e in più ci ha regalato questo bel progetto nel quale noi crediamo tanto.

La vostra musica nasce dall’incontro tra gli elementi darkwave e deep house con la disco degli anni Novanta. A questo interessante mix aggiungete un mood nostalgico e malinconico. Da dove arriva questo modo di approcciarsi alla musica?

Ovviamente tutto nasce dai nostri ascolti, che di fatto hanno influenzato il nostro modo di scrivere e di suonare. Siamo da sempre calati nel mondo darkwave di inizio anni Ottanta, con i Cure, i Joy Division, i Bauhaus. Ma siamo cresciuti dopo, quando la disco anni Novanta era dappertutto, e di fatto quell’approccio easy e melodico ce lo siamo portato dentro. Il nostro mood generale rimane comunque scuro, claustrofobico.

Quando proviamo o suoniamo per fatti nostri siamo sempre a luci spente. Pur essendo persone solari che amano divertirsi, nella musica troviamo la nostra via per esorcizzare i nostri demoni interiori. E per questo amiamo le atmosfere cupe o nostalgiche.

I Malati Immaginari

Avete all’attivo oltre 120 concerti in tutta Italia. Qual è il ricordo più bello che conservate nel cuore da tutte queste esperienze dal vivo?

È davvero dura dover scegliere, perché di ricordi belli ce ne sono tanti… Sicuramente l’esperienza all’Ariston per la finale di Sanremo Rock è stata emotivamente sconvolgente. Ma anche suonare a Chieti in apertura a Morgan, in una piazza con migliaia di persone davanti, ha dato sicuramente filo da torcere al nostro equilibrio. E poi ci sono tanti ricordi che non si possono raccontare!

Nel corso della vostra carriera avete condiviso il palco con tanti nomi importanti come Omar Pedrini, Tre Allegri Ragazzi Morti, Federico Poggipollini… Qual è l’insegnamento più importante che avete ricevuto da queste personalità importanti del mondo della musica?

Hai citato nomi importanti, ai quali aggiungiamo Meg, Frankie Hi NRG, Young Signorino, Pierpaolo Capovilla, Meganoidi… Ecco, proprio dai Meganoidi, con i quali abbiamo condiviso più di venti palchi, abbiamo ricevuto forse gli insegnamenti più importanti.

L’umiltà e la gratitudine. Perché senza pubblico noi non saremmo e non siamo niente. Quindi anche se due persone vogliono una foto in più o rimanere a bere con te fino alle 4 del mattino, bisogna accontentarli.

Il vostro nuovo singolo è I Love You. Descrivetelo usando tre aggettivi.

Disperata, disturbante, sexy.

Nonostante la frase romantica questa canzone rappresenta la morte del cuore, usato e calpestato per una notte e poi gettato via nonostante le promesse. Come mai avete usato come titolo la tipica frase d’amore?

Perché è l’apertura del ritornello. E poi perché il ti amo non corrisposto è un ti amo di dolore, di non accettazione, a volte anche di umiliazione. E spesso l’amore fa anche male, molto male.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

A brevissimo uscirà il videoclip di I Love You, che di fatto anticipa l’uscita del nostro Ep “Emostatico” previsto per la primavera. E nel frattempo continuiamo con i nostri live. Abbiamo un bel calendario pieno di date da nord a sud, chi ci segue sui nostri social sa che lo aggiorniamo quotidianamente. Ciao e a presto!


Segui I Malati Immaginari su
FacebookInstagram