Intervista a Galapaghost

Galapaghost

Il cantante Galapaghost arriva dal mondo americano in Italia innamorato del nostro Paese. L’artista non ha creato solamente musica inedita ma anche colonne sonore per diversi film come “Il ragazzo invisibile” di Salvatores e la promozione della serie tv di Netflix, “Tredici”.

In questa chiacchierata con Galapaghost abbiamo parlato delle influenze degli Stati Uniti e dell’Italia, dei suoi tour in Europa e Canada, del suo nuovo singolo Peach Fuzz e di molto altro!


Ciao e benvenuto Galapaghost! Sei originario degli Stati Uniti ma attualmente vivi nelle valli torinesi. Secondo te nella tua musica si respira di più aria americana o italiana?

Ciao e grazie! È difficile stabilirlo con precisione perché sono costantemente influenzato dal mondo che mi circonda. Dicono di scrivere di ciò che si conosce e, avendo vissuto qui in Italia negli ultimi 2 anni e mezzo, sono convinto che la cultura e le persone di questo luogo abbiano lasciato un’impronta indelebile sulla mia musica.

La ricchezza culturale e l’incredibile calore umano che trovo qui in Italia mi spingono a immergermi sempre di più in questa realtà. Mi accorgo di non pensare spesso agli Stati Uniti, ma ovviamente, essendo cresciuto lì, una grande parte della mia scrittura trae ispirazione dalla vita in America.

Hai fatto tour negli Stati Uniti, in Europa e in Canada. Avrai trovato diverse tipologie di pubblico, ma qual è stato quella che ti ha regalato maggiori ricordi?

Confesso che il pubblico italiano si è rivelato incredibilmente più accogliente di qualsiasi altro con cui abbia mai avuto l’occasione di esibirmi durante la mia carriera. Negli Stati Uniti, avevo interrotto completamente le esibizioni dal vivo per due anni prima del mio trasferimento in Italia. A causa di numerose esperienze di spettacoli dove mi sentivo del tutto trasparente, come se la mia presenza non fosse notata da nessuno.

Questo mi ha portato a un punto di stallo, dove ho deciso di fermarmi. Al contrario, in Italia, l’esperienza è stata diametralmente opposta. Spesso mi trovo a commentare con il pubblico la mia sorpresa per il loro incredibile rispetto e attenzione, rassicurandoli che non ci sono problemi se desiderano fare un po’ di rumore!

Galapaghost

Nel corso della tua carriera hai preso parte alla creazione di musiche per diversi film come “Il ragazzo invisibile” e per una campagna pubblicitaria. Come cambia l’approccio alla creazione di una canzone per un album rispetto ad una per una colonna sonora?

È diverso nel senso che l’ispirazione, quando si scrive per film, televisione e simili, non deriva al 100% dalle proprie idee, ma è un connubio tra la visione del regista e la tua. Il mio obiettivo è quello di valorizzare la parte visiva e, si spera, creare qualcosa che sia più grande della somma delle sue parti. Adoro profondamente il rapporto tra cinema e musica e colgo ogni occasione per comporre musica per film e altri media visivi.

Il tuo nuovo singolo è Peach Fuzz, descrivilo usando tre aggettivi.

Dolce, malinconico, empatico.

La canzone ricorda il tuo caro amico Jasper con cui hai condiviso l’adolescenza ma che poi ha conosciuto anche quel periodo di tempo in cui ci si allontana. Come si riesce a recuperare un rapporto d’amicizia a distanza di diversi anni?

Vivere in paesi diversi e ora in stati diversi rende sicuramente più difficile mantenere i contatti e certamente non parliamo tanto quanto vorremmo, ma ogni volta che lo facciamo provo lo stesso affetto e ammirazione per lui che provavo da bambino. Col passare degli anni, mi rendo conto di quanto sia rara una vera amicizia e di quanto sia importante valorizzarla. Penso che sia probabilmente questo il motivo per cui ho scritto quella canzone.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ancora nulla! Spero che si presentino delle opportunità, ma per ora sto solo cercando di fare più concerti possibile in Italia. Continuo comunque a scrivere e registrare, quindi chissà, forse quando questa intervista verrà pubblicata, avrò già finito un altro EP.


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