Intervista a GAEB

GAEB

Il cantante GAEB si avvicina al mondo della musica grazie ad un regalo speciale, ossia la sua prima chitarra. Con essa l’artista suona le sue prime cover studiando la scrittura e il canto ispirato dal mondo della natura.

In questa chiacchierata con GAEB abbiamo parlato degli artisti che lo hanno influenzato, della natura che lo ispira, del suo singolo d’esordio Libertà e di molto altro!


Ciao e benvenuto! La scintilla per la musica nasce nella tua vita quando ricevi la tua prima chitarra. Ti eserciti suonando delle cover, quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato?

Ciao e grazie mille per l’invito. Si esatto, la scintilla nasce con la prima chitarra, anche se al momento preferisco un accompagnamento al piano. Comunque si, mi esercito molto con le cover, soprattutto durante le lezioni di canto che prendo ormai da diversi anni.

Per quanto riguarda le influenze che ho ricevuto da altri artisti non c’è una vera e propria lista di cantanti a cui mi ispiro; sono cresciuto ascoltando la scena urban/rap/hip hop, ma anche molto soul, blues e tanto cantautorato. Se dovessi farti il nome di un artista in particolare ti direi Achille Lauro, perché ascoltando un suo pezzo mi è venuta l’ispirazione per scrivere la mia prima canzone.

Le tue prime canzoni nascono tra gli alberi di un bosco. La natura quanto ispira i tuoi brani?

Sono cresciuto in un ambiente provinciale, una provincia fatta di campi sconfinati e quel bosco a pochi passi da casa mia, di conseguenza scrivendo di quello che vivo è normale che la natura abbia un ruolo fondamentale nelle liriche delle mie canzoni.

Inoltre, penso che il dialogo tra uomo e natura sia molto profondo a volte e che ci siano infinite correlazioni tra la sfera sociale e la sfera naturale che ci circonda. Molto spesso mi immergo all’interno del bosco anche solo per ascoltare e per osservare quello che esso ha da trasmettermi.

Il tuo singolo d’esordio è Libertà, descrivilo usando tre aggettivi.

Coinvolgente, pura, malinconica.

Il titolo del brano è un grande tema che abbraccia quella voglia di evadere dalle proprie gabbie mentali. Qual è il segreto per ottenere questa libertà tanto sognata?

Penso che il tema trattato sia particolarmente complesso e articolato per quanto riguarda la soluzione al problema che viene posto. Ossia: come si evade da quella sensazione di oppressione che si prova in determinate situazioni? Sicuramente la soluzione ha diverse sfaccettature per ognuno.

Quello che voglio comunicare nel brano è una sorta di escamotage per dimenticarsi temporaneamente dei problemi della vita usando l’immaginazione, tutto converge nella frase “chiudo gli occhi e sono fuori” perché è in quel momento che avviene una sorta di “Epifania” che permette di fuggire temporaneamente dalle gabbie mentali.

GAEB

In questo singolo unisci il mondo hip hop ad elementi di urban pop, quali sono gli elementi di un genere e dell’altro che hanno creato il tuo stile musicale?

Sicuramente le barre e lo stile di scrittura molto diretto sono qualcosa che ho ripreso dal mondo dell’hip hop, mentre il lavoro che svolgo su melodia e sugli strumenti usati nella creazione si ispirano prevalentemente all’urban pop e al soul.

Poi cerco sempre di variare molto da un pezzo ad un altro. In modo che niente suoni uguale e che qualsiasi canzone sia originale a modo suo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

La prossima mossa sarà quella di pubblicare altri singoli, per poi racchiuderli in un progetto più grande, tutto legato ad una determinata concettualità. Libertà ha posto la domanda, quello che verrà dopo proverà a trovare una risposta.


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